E’ nella green economy il futuro dell’Italia e del made in Italy ed è, questa, una posizione trasversale sostenuta da esponenti della destra e della sinistra del nostro Paese. E’ quanto emerso durante il convegno nazionale, tenutosi a Roma, “Green Italy: ambiente, innovazione e qualità per sfidare il futuro”, organizzato dalle fondazioni Symbola fondazione per le qualità italiane - il cui presidente è Ermete Realacci - e Farefuturo, il cui segretario è Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico mentre il presidente è Gianfranco Fini.
Dalle ricerche effettuate in questi mesi e presentate il 19 Luglio risulta che le aziende del Bel Paese si stiano lentamente ma inarrestabilmente affidando all’economia verde e ai suoi dettami applicando regole volte a ridurre le emissioni e i consumi nell’ambito dell’intero ciclo di vita del prodotto. Così, ben quattro aziende su dieci hanno già sostituito le vecchie tecnologie, con conseguente riduzione dell’impatto ambientale e garanzia di un minore consumo energetico attraverso la generazione di un circolo virtuoso costruito, com’era prevedibile, su maggiori occupazione e appetibilità dei prodotti made in Italy sul mercato internazionale.
Non da ultimo, poi, è intervenuto all’interno del dibattito anche lo stesso Gianfranco Fini riconoscendo che l’enorme ritardo con cui l’Italia ha preso coscienza dell’importanza della Green Economy deve rappresentare un efficace sprone per incrementare gli sforzi nell’ambito della sostenibilità nei settori dei trasporti, dell’urbanistica e delle abitazioni.
Progetto:
Sì.Energia tutti in rete
Finanziato con contributo della regione Veneto, con legge regionale 4 Aprile 2003, n. 8, "Disciplina dei distretti produttivi ed interventi di politica industriale locale" e successive modificazioni e integrazioni. Bando di approvazione ed assegnazione contributi DGR n. 1965 del 15.07.2008. graduatoria Misura F. DDSE 291 del 10.12.2008.