E' partita lo scorso 25 giugno a Roma e in altre città d’Italia la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sulle energie rinnovabili promossa dal Comitato "SI alle energie rinnovabili NO al nucleare". La proposta di legge, depositata in Cassazione il 7 giugno scorso, si propone di rilanciare a tutto campo il sostegno alle energie da fonti rinnovabili e alla realizzazione degli obiettivi europei nell’ambito della strategia cosiddetta del 20-20-20 (che contiene cioè i tre target del 20 per cento di energie rinnovabili, del 20 per cento di efficienza energetica e del 20 per cento in meno di gas serra) entro il 2020. Obiettivi per i quali è necessario agire in fretta e, non solo per il bene del pianeta, ma anche perché, considerato i ritardi nella loro attuazione, rischiano di tradursi in pesanti sanzioni per il nostro Paese.
Una necessità anche alla luce di alcuni tentativi in atto per indebolire il sostegno alle fonti rinnovabili come il decreto legge che contiene la manovra, attualmente in discussione in Parlamento, che soprattuto con il suo articolo 45 (eliminazione del ritiro dell’obbligo dei certificati verdi in eccesso da parte del Gse) minaccia di compromettere la crescita del settore mettendo a rischio grandi investimenti e 30mila posti di lavoro. Nella legge sulle rinnovabili di iniziativa popolare si rilancia tra l'altro la detrazione fiscale del 55 per cento per interventi di riqualificazione energetica degli edifici, in scadenza a fine anno e non prorogata dal governo, nonostante il forte impulso che abbia dato al settore in termini anche di posti di lavoro e un valore in termini di investimenti privati pari a circa 3 miliardi.
Obiettivo della proposta di legge di iniziativa popolare è dimostrare con chiarezza che il risparmio energetico, che può dare a breve enormi risultati, e lo sviluppo delle energie rinnovabili possono non solo garantire investimenti e occupazione di qualità ma anche maggiore autonomia energetica del nostro paese, che certamente non sarebbe garantita dalla costosa e pericolosa scelta del nucleare che comporta l’importazione di tecnologie e materia prima.
Progetto:
Sì.Energia tutti in rete
Finanziato con contributo della regione Veneto, con legge regionale 4 Aprile 2003, n. 8, "Disciplina dei distretti produttivi ed interventi di politica industriale locale" e successive modificazioni e integrazioni. Bando di approvazione ed assegnazione contributi DGR n. 1965 del 15.07.2008. graduatoria Misura F. DDSE 291 del 10.12.2008.