
Mancano davvero pochi giorni all’inizio dei Mondiali, ma c’è chi pensa al futuro. E’ quanto sta facendo il Qatar, in competizione con altre 10 nazioni per ospitare i mondiali di calcio del 2022. A tale fine ha già dato il via al progetto per la realizzazione di 5 stadi davvero futuristici e soprattutto ecologici.
In particolare ciò che rende speciali le strutture, oltre al particolare design, è l’intenzione di sfruttare l’energia solare per l’alimentazione delle strutture, dato che in posti come il Qatar se c’è una cosa che non manca, quella è il sole.
Per loro natura architettonica, gli stadi si prestano molto bene ad esercizi di stampo “green”. La grande superficie di cui dispongono, ben si concilia con potenti impianti di energia solare fotovoltaica. Attraverso la produzione di energia si ottimizzano i costi di gestione di impianti sportivi che per gran parte dei giorni rimarrebbero inattivi. Oltre ciò, ospitando eventi che trascinano masse di spettatori, sensibilizzano questi ultimi sui temi dell’energia rinnovabile e della sostenibilità ambientale.
Molti infatti sono gli stadi ecologici già tuttora presenti, ecco i principali:
Dragon Stadium, a Taiwan è stato il primo stadio ad energia solare. Conta 40.000 posti a sedere e fu costruito per i Giochi Mondiali del Luglio del 2009. Ha 9.000 pannelli sul tetto, più che sufficienti per alimentare le 3.300 luci ed i due maxi-schermi.
Stade de Suisse, a Berna in Svizzera. E’ il secondo stadio per energia prodotta con i suoi 1,3 MW di potenza. I suoi 7.930 moduli della Kyocera sono in grado di fornire elettricità per tutto l’anno sia allo stadio del calcio che al campo esterno di hockey.
AT&T Park, a San Francisco in California. E’ un edificio ecosostenibile alimentato da pannelli solari. Il parco AT&T è dotato di un impianto fotovoltaico da 120kw per alimentare il tabellone luminoso durante la stagione e “sfamare” energeticamente 40 abitazioni.
Nuernmerg Soccer Stadium, a Norinberga in Germania costruito per i mondiali di calcio del 2006, è equipaggiato con 140 kW di pannelli solari della Siemens. La stessa Siemens ha impiegato ben 3 settimane per ricoprire gli oltre mille metri quadrati di tetto di pannelli fotovoltaici.
Fenway Park, a Boston è lo stadio dei Red Sox. Non è dotato di pannelli fotovoltaici ma termici. Questo consente un risparmio del 37% del gas utilizzato per scaldare l’acqua.
Per quanto riguarda l’Italia, è il Bentegodi di Verona, i primo stadio italiano alimentato a d energia solare. Da Dicembre 2009 il tetto dello stadio è stato ricoperto di moduli fotovoltaici con una potenza nominale dell'impianto di circa 999,5 Kilowatt e una produzione energetica annua di circa 929.000 kWh.
Qui sotto alcune immagini di questi stadi e di quelli progettati dal Quatar.
Progetto:
Sì.Energia tutti in rete
Finanziato con contributo della regione Veneto, con legge regionale 4 Aprile 2003, n. 8, "Disciplina dei distretti produttivi ed interventi di politica industriale locale" e successive modificazioni e integrazioni. Bando di approvazione ed assegnazione contributi DGR n. 1965 del 15.07.2008. graduatoria Misura F. DDSE 291 del 10.12.2008.