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Allarme Rinnovabili: nella manovra spunta l’abolizione dell’obbligo di ritiro dei Cv

Allarme Rinnovabili: nella manovra spunta l’abolizNel decreto-legge “Misure finalizzate alla stabilizzazione finanziaria e alla competitività economica”, approvato dal Consiglio dei Ministri, che contiene la manovra da 24 miliardi di euro per il prossimo biennio, spunta un articolo che ha subito messo in fibrillazione i produttori di energia rinnovabile. Si tratta dell’articolo 45, intitolato “Abolizione obbligo di ritiro dell’eccesso di offerta di certificati verdi”. Che recita: “L’articolo 2, comma 149, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 e l’art. 15, comma 1, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 18 dicembre 2008 sono soppressi”.

Cosa significa? I certificati verdi sono un meccanismo di incentivazione per la produzione di energia da fonti rinnovabili. In Italia sono emessi dal Gse su richiesta dei produttori di energia da fonti rinnovabili, i quali possono rivenderli a un prezzo definito ad esempio ai produttori di energia da fonti convenzionali (petrolio, carbone, metano, eccetera) per permettere loro di rispettare l’obbligo di immettere nel mix energetico italiano una certa quota di energia verde.

A partire dal 2008, entro giugno di ogni anno, il Gse, su richiesta del produttore, ritira i cv in scadenza nell’anno (i cv hanno una validità triennale) rimasti invenduti, cioè in eccesso rispetto a quelli necessari per assolvere l’obbligo. Al fine di non penalizzare gli investimenti già avviati, nel triennio 2009-2011 il Gse ritira su richiesta i cv relativi agli anni 2006, 2007, 2008, 2009 fino a tutto il 2010 con esclusione degli impianti di cogenerazione abbinati a teleriscaldamento (di cui all’art. 9, comma 2, lettera b del DM 18/12/2008). Cosa accadrebbe se ciò non avvenisse più? Gerardo Montanino, direttore operativo del Gse dice: “E’ ancora presto per dirlo. L’articolo non è ancora entrato in vigore. E nel caso di sua approvazione, dobbiamo aspettare la sua forma definitiva. Detto questo, in un contesto in cui si registra un eccesso di offerta rispetto alla domanda, la misura potrebbe avere come effetto di aggravare questo squilibrio: il rischio è infatti che la presenza di tanti cv rimasti invenduti, faccia crollare il loro prezzo”. In altre parole, i certificati verdi diventerebbero uno strumento molto meno vantaggioso per chi produce energia verde. Per Montanino una soluzione per riequilibrare la domanda e l’offerta c’è: potrebbe essere innalzare l’obbligo di immissione di energia verde nel mix elettrico. “Ipotizzando a titolo esemplificativo un aumento della quota d’obbligo di energia verde, si avrebbe come risultato una spinta della domanda di certificati verdi”.

L’abolizione dell’obbligo del ritiro da parte del Gse sarebbe un vero e proprio taglio delle risorse destinate alle rinnovabili. In uno studio l’Autorità per l’energia stima la spesa legata all’acquisto dei cv per il triennio 2009-2011 pari nel solo 2009 a” 650 milioni di euro”. Il finanziamento di questi incentivi viene garantito con le bollette, attraverso la cosiddetta componente A3, che il decreto non cancella. Per cui le risorse rimarrebbero, ma la manovra non dice quale sarebbe la loro destinazione.

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